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A detta degli esperti, i dati riguardanti l’appartenenza razziale sul coronavirus sono troppo pochi per poter saltare a delle conclusioni, ma in alcuni posti sono emersi dati allarmanti sul numero delle persone contagiate e decedute.

Il coronavirus sta infettando e uccidendo le persone di colore negli Stati Uniti a un tasso sproporzionato, stando ai dati rilasciati da diversi stati e grandi città, mettendo in risalto ciò che, secondo i ricercatori sulla sanità pubblica, sono le interconnesse disuguaglianze in termini di termini di risorse, salute e accesso alla cure.

Le statistiche sono provvisorie ma rimane ancora molto da scoprire perché la maggior parte delle città e degli stati non riportano l’appartenenza razziale quando forniscono i dati sui casi confermati di coronavirus e sulla mortalità. Le prime indicazioni provenienti da diverse località, però, sono abbastanza allarmanti da spingere le autorità ad attivarsi immediatamente per poter fermare un fenomeno potenzialmente devastante per la comunità afro-americana.

A Chicago e in altre città americane, il coronavirus sembra colpire la comunità afro-americana a un ritmo allarmante!

Questo trend preoccupante si sta manifestando in tutto il paese, coinvolgendo persone di diverse età e occupazioni.

C’è Donnie Hoover, un giudice di Charlotte, N.C, che non riesce a liberarsi di una tosse secca, arrivata agli inizi di marzo. Nel South Side di Chicago, LaShawn Levi, un assistente sanitario che prende l’autobus per andare a lavorare ogni giorno, si è dato al tè e allo sciroppo per la tosse, ossia “gli insegnamenti della nonna”, per curare mal di testa e tosse. A Detroit, Glenn Tolbert, un sindacalista per gli autisti della città, tossiva così tanto che gli è stato fatto il test.

“Questo è un campanello d’allarme per tutti noi,” dice Lori Lightfoot, la sindaca di Chicago, durante l’annuncio dei dati del focolaio della città. Gli Afro-americani rappresentano oltre la metà delle persone contagiate e il 72% dei decessi collegati al virus a Chicago, anche se rappresentano appena meno di un terzo della popolazione.

“Questi numeri ti tolgono il respiro,”

dice Lightfoot, la prima donna di colore a essere eletta sindaco della città. In un’intervista, la sindaca ha anche aggiunto “sono tra le cose più scioccanti che abbia visto da quando sono sindaca,” riferendosi a questi numeri.

In Illinous il 43% delle persone che sono morte per la malattia e il 28% di quelle risultate positive al coronavirus sono Afro-americani, un gruppo che rappresenta appena il 15% della popolazione dello stato. Gli Afro-americani, che sono un terzo dei positivi in Michigan, rappresentano il 40% dei morti in questo stato, nonostante siano il 14% della popolazione. In Lousiana il 70% delle persone che sono decedute sono neri, anche se rappresentano solo un terzo della popolazione dello stato.

Anche nel Nord e Sud Carolina il rapporto tra residenti neri e residenti bianchi positivi al virus è ben al di sopra del rapporto sulla popolazione. I neri sono sopra rappresentanti anche tra i contagiati nella zona di Las Vegas e in Connecticut. In Minnesota le persone di colore hanno avuto un tasso di contagio proporzionato alla percentuale che occupano nella popolazione dello stato.

Martedì, il presidente Trump ha constatato l’esistenza di questi crescenti segnali di disparità e ha dichiarato che le autorità federali stanno lavorando per offrire i dati che nei prossimi due o tre giorni aiuteranno ad analizzare la situazione.

Perché la comunità Afro-americana è così numerosa, più di ogni altra?

si è domandato Trump alla conferenza quotidiana sul coronavirus.

Leggi l’articolo completo sul New York Times, se hai bisogno di una traduzione integrale o una sintesi, contattaci!